La lotta di Francesco si è conclusa. Muore a 20 anni dopo una vita da combattente: “Era il nostro eroe sorridente”


Il giovane Francesco Vaccaro, che aveva pubblicamente denunciato la presenza eccessiva delle polveri dell’Ilva mostrando i vetri sudici delle finestre della sua casa, si è spento a soli 20 anni dopo una lunga malattia, un’anemia emolitica autoimmune. Lui e la sua battaglia erano molto conosciuti in città, grazie anche alla forza della famiglia, della madre Milena, del padre Donato, ex lavoratore Ilva, e del fratello Giuseppe, trasferitosi a Reggio Emilia per lavorare.

Calo del numero di globuli rossi, difficoltà respiratorie e affaticamento sono alcune delle caratteristiche del male che lo ha tormentato dall’età di sette anni, che lo ha tenuto accanto a una macchina per respirare con delle cannule al naso e lontano dalle sue passioni: lo sport e il calcio su tutti. Nel settembre del 2017 era riuscito a prendere il diploma di maturità col massimo dei voti all’interno dell’ospedale dove era ricoverato a causa di uno dei periodi più duri. (Continua a leggere dopo la foto)



Esame che aveva dovuto rimandare in luglio all’istituto professionale Cabrini proprio per l’acuirsi della malattia e, soprattutto, delle complicazioni sopraggiunte. Il suo motto era: “Arrendersi? Mai!”. “Stavolta questa degenza mi sta mettendo alla prova in maniera dura – si legge in uno dei suoi ultimi post- . So che affronterò prove più dure e certamente fuori regione. Mi aspettano viaggi. Non mi arrendo anche se la stanchezza affiora. Grazie ai miei genitori. A tutti voi grazie perché continuate a starmi vicino . Mi date la forza per andate avanti”. (Continua a leggere dopo la foto)






Nel 2017, il ragazzo aveva pubblicato un filmato dove mostrava l’impressionante strato di polvere sulle finestre della sua abitazione. Nel video, intitolato “Wind day a Taranto”, la telecamera in soggettiva corre lungo il davanzale incrostato della finestra, per inquadrare poi la polvere nera depositata sugli infissi. La donna dietro la videocamera passa un panno sullo sporco, poi mette davanti all’obiettivo la pezza lurida. Il video, che aveva ricevuto migliaia di visualizzazioni e non era passata inosservata all’interno del consiglio comunale, era stato indirizzato al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e all’Assessore all’ambiente Rocco De Franchi, oltre che ad altri esponenti della giunta. (Continua a leggere dopo la foto)



 

“Francesco – ricorda commosso il sindaco di Taranto – ha combattuto per tutta la sua vita. A lui nessun sacrificio è stato risparmiato, ma chi lo ha conosciuto, e dentro e fuori il suo quartiere Tamburi lo conoscevamo in tantissimi, sa bene che per lui la resa non era un’opzione possibile. Un esempio per tutti noi, Francesco. Francesco che si è diplomato nonostante la malattia avesse tentato di rallentare quel traguardo. Francesco e la sua macchina fotografica. Francesco e l’amore per la sua città. Alla sua mamma e al suo papà, ai suoi cari tutti, il mio abbraccio. Taranto non dimenticherà Francesco. Io non dimenticherò mai quegli occhi vispi e luminosi che la sofferenza mai, neanche per un istante, ha offuscato”.

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