Uccisa da un’auto mentre butta la spazzatura. Martina, 24 anni, lascia un bimbo


Ancora una tragedia in Sicilia, stavolta a Cava D’Aliga, frazione balneare di Scicli, in provincia di Ragusa. Nella notte tra domenica 14 e lunedì 15 luglio una donna di 24 anni, Martina Aprile, è stata travolta e uccisa da un’automobile. La “mamma a tempo pieno”, come si legge sul suo profilo Facebook, stando a una prima ricostruzione dei fatti, sarebbe stata letteralmente falciata da un’auto mentre con un collega aveva appena finito il suo turno di lavoro presso un ristorante della zona.

Stava gettando la spazzatura su viale della Pace, un rettilineo, quando è stata investita. Per lei non c’è stato nulla da fare: è deceduta quasi sul colpo e i sanitari del 118, giunti subito sul luogo, non hanno potuto far altro che dichiararne la morte. Lei e il collega sono rovinati a terra. Martina Aprile sarebbe deceduta sul colpo, nonostante i tentativi di rianimazione del 118. (Continua a leggere dopo la foto)



L’altro, invece, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale più vicino e non sarebbe in pericolo di vita. La 25enne lascia il compagno e un bambino piccolo. Il conducente della Lancia Y è stato sottoposto agli esami tossicologici. Potrebbe rispondere di omicidio stradale. Intanto la notizia del decesso della ragazza sta facendo rapidamente il giro della città di Scicli e del Ragusano. In queste ore si stanno moltiplicando sui social messaggi di cordoglio e incredulità da parte di amici e parenti. (Continua a leggere dopo la foto)


“Impossibile da credere…. Martina Aprile riposa in pace! Quanta tristezza, rabbia e dolore!”, il commento a caldo di Rossella. Si tratta dell’ennesima tragedia stradale nel ragusano, dopo la morte dei due piccoli cuginetti a Vittoria. Nella giornata di domenica 14 luglio è stata diffusa la notizia del decesso di Simone d’Antonio, 12 anni, travolto tre giorni rima sull’uscio di casa da un Suv guidato da un pregiudicato legato alla malavita locale. (Continua a leggere dopo la foto)


 

La triste notizia è stata confermata durante il funerale di Alessio, il bimbo morto praticamente sul colpo, dal reparto di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina, dove il 12enne era ricoverato in gravi condizioni e dove gli erano state amputate le gambe. “Al suo arrivo avevamo già giudicato le sue condizioni gravissime. Abbiamo tentato in tutti i modi di salvarlo, ma ogni terapia non è bastata a farlo rimanere in vita. Siamo rammaricati”, ha detto Eloise Gitto, direttrice del reparto.

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